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La
Storia della Chiesa di San Sebastiano
Eretta
nel 1576 per impulso di S. Carlo Borromeo, a seguito di un
voto per la cessazione della peste.
Ne fu architetto il Pellegrini, che ideò un alto corpo
cilindrico a due piani sovrapposti all'esterno e coronati
da una cupola: l'interno e l'esterno soo ricchi di intagli
in pietra viva eseguiti da Fabio Mangone. Il disegno originale
fu modificato dagli interventi di altri architetti: Bassi,
Barca, Mangone e di Giuseppe Meda, che nel 1590 aggiunse il
rettangolo del profondo presbiterio sormontato da una cupola.Gli
affreschi sono di Agostino Comerio che morendo (1836) lasciò
l'opera incompleta, continuata nel nostro secolo (1932) da
Lazzaro Pasini.
La
prima cappella è dedicata a S. Eligio, patrono degli
orafi. L'altare con marmi policromi è sormontato da
una tela (S. Eligio e la Vergine) di Andrea Lanzani (1639-1712).
Nella seconda cappella la "Madonna Annunciata" e
nella lunetta la "Strage degli innocenti" sono opera
di Giuseppe Danedi, detto il Montalto (1619-1689).
L'altare maggiore fu disegnato da Giuseppe Merlo (1759); il
tabernacolo è un cesello di C. Nava.
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